Rilanciare l’edilizia è una priorità per tutti
Pubblicato il 09. feb, 2010 da apindustria in Facciamo Business
E’ sotto gli occhi di tutti che la crisi ha colpito molto duramente anche e soprattutto il settore dell’edilizia. Le imprese stanno chiudendo e con loro stanno ridimensionandosi tutte le aziende dell’indotto, a partire da quelle che vendono le materie prime; stanno chiudendo i punti vendita del mobile e degli accessori per la casa.
Come Presidente di Apindustria e responsabile ANIEM (settore edile di Confapi), mi sento in dovere di lanciare un messaggio forte e chiaro a tutte le forze politiche locali, ovvero quello di provare a mettere da parte ogni velleità nei confronti delle amministrazioni pubbliche e guardare solo al bene delle città, appoggiando ogni azione di rilancio dell’edilizia privata e pubblica. Tutti insieme dobbiamo far sì che si tenti di trovare la giusta soluzione per tornare a costruire, con intelligenza, nel rispetto delle regole e realizzando le opere di pubblica necessità.
Bisogna cercare di realizzare progetti sociali dove tutti possano arrivare ad acquistare una propria casa, impegnando possibilmente il patrimonio già costruito e non venduto, a prezzi agevolati, liberando risorse per le imprese edili, con le quali si possa tornare a costruire o a ristrutturare vecchi stabili.
Con ogni mezzo e al di là dell’appartenenza politica, bisogna fare tutto quanto in nostro potere per rilanciare l’economia. Pensiamo anche a particolari incentivi per la ristrutturazione di immobili da mettere in sicurezza sismica, da portare a norma con interventi per il risparmio di energia, concedendo un aumento di cubatura; pensiamo alla ristrutturazione di stabilimenti industriali anche essi da mettere in sicurezza sismica o alla bonifica dell’amianto, costruendo impianti di generazione di energia pulita, cappotti termici ecc… ma con incentivi in aumento di cubatura; pensiamo alle agevolazioni di insediamenti industriali nelle aree ad essa destinate, per intercettare imprese che vogliano venire ad investire nel nostro territorio, creando nuova occupazione.
Occorre sfruttare appieno gli incentivi del Governo, con l’aggiunta di qualche ulteriore incentivo locale, anche concedendo maggiori agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione.
In momenti di crisi come quello che stiamo vivendo bisogna avere il coraggio di dire le cose come realmente stanno. Scelte del genere potranno anche creare dissensi nell’immediato, ma a lungo termine produrranno benefici.
In un momento di crisi sia a livello di domanda che a livello di liquidità, non è neppure immaginabile che l’edilizia possa rimettersi in moto senza un incentivo concreto, senza creare un vero e proprio business.



